La Natura

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Anche la Terra è per Leonardo un grande organismo i cui moti sono governati dalle universali leggi meccaniche della natura. Egli ne sottopone le membra alla stessa sottile anatomia che pratica sulle macchine e sull'organismo vivente. Viene così scoprendovi, come nell'uomo, un'interna e perenne circolazione delle acque che dal fondo degli oceani penetrano attraverso processi di distillazione fino alle cime delle montagne, da dove defluiscono fino a tornare al mare. Le note concernenti i problemi della Terra coprono svariate discipline, oggi definite come geologia, geomorfologia, paleontologia, cartografia, geografia astronomica. L'acqua (dai cui movimenti Leonardo è affascinato) è l'elemento dinamico fondamentale della sua concezione geologica: scava la crosta della terra, ne scarnifica per erosione le montagne, provoca i fenomeni vulcanici e i terremoti. L'analogia corpo-terra è continuamente evocata da Leonardo, che attribuisce alla Terra vita vegetativa: "la sua carne sia la terra, li suoi ossi gli ordini delle collegazioni dei sassi, il suo sangue le vene delle acque".

Leonardo spiega la struttura della Terra con ragioni e leggi rigorosamente meccaniche, sia che s'interroghi sul suo centro di gravità, o sulle maree, sia che esplori le cause dell'elevazione delle montagne, delle stratificazioni rocciose, o ancora che studi l'erosione dei venti o la dinamica distruttiva di diluvi e terremoti. L'interesse di Leonardo per il mondo vegetale è legato alla sua attività di pittore: studia la natura per poterla dipingere in modo fedele. Le sue osservazioni sono talmente accurate da assumere valore scientifico. Riconosce molti fenomeni tra i quali la crescita dei rami e la disposizione regolare dei frutti e delle foglie. Gli studi botanici di Leonardo presentano però dei limiti poiché alla base della vita delle piante vi sono principi di fisica e di chimica che non erano ancora noti a Leonardo e ai suoi contemporanei. Ha comunque il merito di essere uno dei primi ad accennare ad una classificazione sistematica delle piante.

Minuziosi disegni e appunti descrivono il processo di stratificazione delle rocce che Leonardo attribuisce al deposito e alla sedimentazione di materiali erosi dai fiumi, dai laghi e dai mari, il modellamento della crosta terrestre per effetto dell'acqua in tutte le sue forme e i fossili che per Leonardo sono antichi organismi viventi nei mari che un tempo coprivano le montagne. L'innovazione di Leonardo consiste nell'aver osservato che gli strati di fossili dovevano essersi formati in tempi differenti permettendo di riconoscere diversi "cicli degli anni": su tale concetto si baserà in seguito la distinzione tra ere geologiche. Leonardo si occupa anche di astronomia: grande interesse suscitano in lui i riflessi di luce tra i corpi celesti. Dimostra che l'alone luminoso che si vede attorno al bordo della luna nuova non è un'emanazione autonoma di luce lunare ma è prodotto dal riflesso dei mari terrestri sulla luna.
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